Questa settimana scoprite nella home page di ITUNES, il singolo “ONLY WITH YOU” di Laura Paternostro.
Dove per la seconda volta viene inserito nella Home Page di Itunes.
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Laura Paternostro (http://www.lafabbricadelsuono.it/)
Laura Paternostro nasce il 10 Dicembre del 1978 a Corleone (Palermo). Fin da piccola , ha riscontrato interesse nel mondo della musica , partecipando a svariati concorsi canori.Nel 1996 partecipo’ al 1° Festival di Voci Nuove Nella sezione “ Nuove proposte ” ,in duetto con la sorella Zaira , interpretando il brano Without you di Mariah Carey. In questa occasione si cassificano al 1° posto. Nel 1998 , partecipa al 2° Festival Voci Nuove , nella sezione ” Nuove proposte “ questa volta accompagnata da un gruppo, interpretando il brano ” Hotel California degli Eagles “ si classificano nuovamente primi ,vincendo la manifestazione con grande successo . Nel 1999 , partecipa al 3° Festival Voci Nuove come solista , interpretando il brano “ l’Allucinazione di Marina Rey“,classificandosi al 3° posto. Da qui’ comincia una notevole carriera di intrattenitrice per feste sia private che in piazza, seguite da svariate manifestazioni a livello Comunale e Regionale. Nel 2008 si esibisce anche in Campania , partecipando ai Festival come Ospite D’ Onore , organizzati dalla provincia di Salerno , ottenendo sempre ottimi risultati. Nel 2009 , il suo esordio come cantautrice. Incide tre brani “ Amelie ” “ Soffio di vita ” “ Wish of love ” racchiusi in un album “ In Silence”…. Grazie al contest Zero limit organizzato dalla vodafone ,e’ stata ospite negli studi di Radio 105 con il suo brano Amelie. Il 28 Giugno 2009 a Battipaglia (SA) apre il concerto di Alessandra Amoroso alla Ciclolonga in the night organizzato da Radio Castelluccio. Il 15 Dicembre 2009 a Bari, fa di nuovo l’anteprima al concerto DATA ZERO di Alessandra Amoroso, organizzata dalla Vodafone e International Music ;Vincitrice 1° premio con Soffio di vita,al festival di Teggiano come miglior testo. Ospite su RAI 2 e realizzazione del video clip col brano Amelie nella trasmissione:Viaggiando Tra Suoni e Sapori. Ospite in tantissime radio, nazionali ed internazionali, in particolare Radio kiss kiss nel programma “Pelo e Contropelo”. Da poco pubblicato il mio nuovo singolo un brano dance intitolato “ONLY WITH YOU” Un brano pieno di suoni che danno molta carica, che sta conquistando gli ascoltatori di molte radio. A dicembre 2010 si presenta alle selezioni di Sanremo Giovani 2011 con il brano “Sono assente” superando la prima selezione è riscuotendo molto interessi da parte di discografici ed editori musicali. I brani stanno riscontrando molto successo su tutti i Digital Store, iTunes,Amazon e Nokia,ecc…, in particolare con il brano ONLY WITH YOU il quale e stato scelto da iTunes per un mese in prima pagina nella sezione “Nuovi e degni di note, singoli” ed entra nella TOP 100 DANCE di Itunes.
Manager:
Antonio Caputo +39 3341657001 info: antoniocaputo77@gmailcom
www.myspace.com/laurapaternostro

Oggi 8 Marzo, si festeggia in tutto il mondo la giornata della donna quindi, ricordando questo avvenimento storico, ricco di significato, buona festa delle donne a tutte noi che nella storia dei diritti umani, con avversità ma determinazione, abbiamo ricevuto degli imponenti riconoscimenti giungendo all’emancipazione. I festeggiamenti che ricorrono nel sociale in merito a questa importante giornata, si riferiscono sia alle conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia alle discriminazioni e alle violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.
Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922.
Nel VII Congresso della II Internazionale socialista (Stoccarda 1907) si discusse sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alle donne. I partiti si impegnarono a lottare per il suffragio delle donne senza allearsi con le “femministe borghesi”.
Non tutti furono d’accordo con questa decisione e attraverso la voce di Corinne Brown in una delle conferenze domenicali del partito socialista di Chicago nel 1908 furono invitate tutte le donne e si discusse dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne. La conferenza fu definita Woman’s Day.
Quell’iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell’anno il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». Fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909.
L’anno successivo, nel secondo appuntamento del Woman’s Day, si elogiò l’impresa di 20.000 camiciaie newyorkesi che scioperarono dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909 per rivendicare i propri diritti sindacali che oltre al riconoscimento del diritto di voto femminile facevano gli obiettivi principali del movimento. Le delegate socialiste americane, forti dell’ormai consolidata affermazione della manifestazione della giornata della donna, decisero pertanto di proporre alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 – due giorni prima dell’apertura dell’VIII Congresso dell’Internazionale socialista – di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.
Oltre al Woman’s day degli Stati Uniti, in alcuni paesi europei – Germania, Austria, Svizzera e Danimarca – la giornata della donna si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911, in Francia il 18 marzo 1911, in Russia il 3 marzo 1913.
Le celebrazioni furono interrotte dalla Prima guerra mondiale in tutti i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo, l’8 marzo 1917 le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifestazioni di protesta che portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche dell’appoggio delle forze armate, così che l’8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l’inizio della «Rivoluzione russa di febbraio». Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò all’8 marzo la «Giornata internazionale dell’operaia».
In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d’Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all’ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l’anno precedente, che ricordava l’8 marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.
La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato lamorte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall’Europa. Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York.
Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni settanta e gli ottanta abbiano dimostrato l’erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.
L’emblema floreale dell’8 Marzo è il fiore della mimosa, solare, radioso e profumato.
La mimosa è simbolo di innocenza, di libertà e nello stesso tempo il suo delicato nasconde forza e vitalità. In realtà questa scelta non ha nulla a che vedere con i fatti storici degli Stati Uniti. Infatti l’UDI (Unione Donne Italiane) che, preparando il primo 8 marzo del dopoguerra (nel 1946) si pose il problema di trovare un fiore che potesse simboleggiare lo spirito della giornata. L’idea di trovare un fiore veniva a sua volta dal garofano rosso, simbolo della festa dei lavoratori. La mimosa, profumata e poco costosa, apparve subito come il fiore adatto visto che fioriva anche il quel periodo. Il suo dono significa anche che il mondo sarebbe grigio, triste, povero senza la creatività e vitalità femminili.
Nei primi anni Cinquanta distribuire la mimosa divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», ci si battè per per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l’iniziativa cadde nel vuoto. Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell’opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.
Il 1975 fu designato come “Anno Internazionale delle Donne” dalle Nazioni Unite e l’8 marzo le organizzazioni femminili celebrarono in tutto il mondo proprio la giornata internazionale della donna, con manifestazioni che onoravano gli avanzamenti della donna e ricordavano la necessità di una continua vigilanza per assicurare che la loro uguaglianza fosse ottenuta e mantenuta in tutti gli aspetti della vita civile. A partire da quell’anno anche le Nazioni Unite riconobbero nell’8 marzo la giornata dedicata alla donna.
Due anni dopo, nel dicembre 1977, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione proclamando una «giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale» da osservare dagli stati membri in un qualsiasi giorno dell’anno, in accordo con le tradizioni storiche e nazionali di ogni stato. Adottando questa risoluzione, l’Assemblea riconobbe il ruolo della donna negli sforzi di pace e riconobbe l’urgenza di porre fine a ogni discriminazione e di aumentare gli appoggi a una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del loro paese.
La Festa della Donna è in effetti un momento di gioia per tutto ciò che le donne hanno dato e continuano a dare al mondo. Ma nasconde anche il dolore, la sofferenza, le lotte di tante donne che si sono battute per un mondo più giusto. Grazie a loro oggi le donne occidentali hanno potuto affermare i propri diritti e possono veder riconosciuta la loro parità con l’uomo. L’8 marzo è dedicato a tutte le donne che sono minacciate, violentate, imprigionate, uccise per aver difeso i loro diritti e, spesso, i diritti umani più elementari. Ricordare questo giorno è un modo per non dimenticarle e per continuare a lavorare nella loro scia, perché c’è ancora molto da fare.
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Intanto la Rai ha preso provvedimenti “seri” mandando a Sanremo il vicedirettore generale per l’Offerta Antonio Marano “vista la situazione che si è venuta a creare” come scritto in una nota emanata questa mattina. Gianni Morandi pare non essere d’accordo a riguardo e commenta: “mi sono conquistato nel contratto con la Rai il mio spazio di autonomia, quindi penso di potere di dire qualche cosa anche io. Così come il direttore artistico Gianmarco Mazzi. Ma non credo che Marano venga a cambiare la linea di questo Festival. Per quanto mi riguarda la linea è già tracciata”.
Da parte sua anche Gianmarco Mazzi, direttore artistico del Festival, ha commentato: “Quando arriva il ‘commissario’, come alcuni di voi definiscono Marano, vedrò con che grado arriva, con che tipo di strumenti. Devo capire questo. Abbiamo cinque sere. Noi per i cantanti costruiamo una situazione che possa creare il massimo ascolto, affinché ricada su di loro”.
Tra le anticipazioni dello show di questa seconda serata, il ritorno sul palco di Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, ma questa volta non per rimpiazzare Ivana Mrazova che, come fa sapere il direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi ci sarà:“Ivana Mrazova stasera ci sarà. L’ho sentita stamattina e già stava abbastanza bene. Certo, non so se potrà ballare. Ma intanto speriamo di averla con noi”.
I 14 big di esibiranno per la seconda volta e ne verranno eliminati 4 anziché 2 come da regolamento, questo per rimediare al problema tecnico avvenuto durante il corso della prima serata che non ha permesso di effettuare una votazione corretta. I 300 della giuria demoscopica del Teatro Ariston esprimeranno un voto che va da 1 a 10 per la “canzone-artista” in gara. I più votati passeranno il turno e andranno direttamente alla quarta serata.
Questa è la serata dedicata giovani di SanremoSocial. Ci sarà l’interpretazione-esecuzione di 4 canzoni divise in due sessioni, due canzoni per ogni sessione ad eliminazione diretta. A decidere sarà il televoto. Le 2 canzoni più votate saranno ammesse alla quarta serata. Stessa cosa si ripeterà domani per le altre 4 canzoni.
Ecco i giovani in gara:
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Gianni Morandi batte se stesso. La prima serata del festival di Sanremo, segnata dalla lunga performance-sermone di Adriano Celentano, ha ottenuto nella prima parte 14 milioni 378 mila telespettatori pari al 48.51% di share. Un risultato superiore all’esordio del festival 2011 (per la prima parte Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/11YWl9
Articolo: il Sole 24Ore